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Cammini secondo ciò che dici?

La Bibbia colloca tutto ciò nel seguente modo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che é nei cieli” (Matteo 5.16).

É stato riportato da alcuni storici che un certo giorno, Francesco di Assisi disse a uno dei monaci piú giovani: “Andiamo fino alla città a predicare”. Il novizio fu felice di accompagnare Francesco. Camminarono attraversando la via principale, poi andarono per piccole strade e viottoli, si incamminarono verso i dintorni e alla fine ritornarono ai portoni del monastero.
Mentre si avvicinavano al monastero, il giovane ricordò a Francesco la sua intenzione: “Fratello, ti sei dimenticato che noi siamo andati fino in città per predicare”.(Considerazioni a cura di Gaetano Sottile)
“Figlio mio, noi abbiamo predicato, disse Francesco, noi stavamo predicando mentre camminavamo. Siamo stati visti da molti e il nostro comportamento é stato osservato attentamente; è cosí che abbiamo predicato il sermone della mattina. Non sarebbe di nessuna utilità, figlio mio, andare dappertutto predicando, invece di predicare dappertutto ,camminando.”
Percorri il cammino delle tue parole! Pratica quello che predichi! Sii quello che dici! Nel suo libro, “Il tuo lavoro é importante per il Signore”, Doug Sherman e William Hendricks scrissero: “Non incontrerai mai un senso nel tuo lavoro o nella tua relazione con Dio, a meno che tu non sia capace di fare una connessione fra quello che fai e quello che a Dio piacerebbe che tu facessi.”
La Bibbia colloca tutto ciò nel seguente modo: “Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che é nei cieli” (Matteo 5.16).
Il tuo locale di lavoro é il tuo pulpito. Ogni giorno di lavoro può essere il tuo ministero, se é questo che desideri. Allora, il tuo lavoro acquista significato perché unisce il secolare al sacro. Qualcuno scrisse: “Dio ordinò il lavoro umano per fare di esso un compito sacro. Il lavoro e la creatività umana riflettono la natura e immagine di Dio in noi. Dio fece i cieli. Sono opera delle Sue mani. Egli fece la terra. Egli fece l’uomo dalla polvere e la donna dalla sua costola. Dio guardò tutto ciò che aveva fatto ed era molto bello.”
Perché lavorare? Perché é una idea di Dio. I filosofi greci disprezzavano il lavoro manuale, lo consideravano degradante.
Platone insegnava alle masse che dovevano lavorare ma l’élite, guerrieri e filosofi, avevano la proibizione di sporcare le loro dita col lavoro del commercio o dell’agricoltura. Ai loro occhi tali lavori erano mal visti e disprezzati.
Allora, perché dobbiamo lavorare? Perché ci offre realizzazione. Noi dobbiamo sentirci come maggiordomi, amministratori di ció che Dio ci ha dato. Così come confidò il giardino dell’Eden ad Adamo e a Eva, anche a noi ha attribuito compiti e responsabilità che dobbiamo realizzare con umiltà e fedeltà. La Bibbia insegna: “E qualunque cosa facciate, fatelo di buon animo come per il Signore e non per gli uomini… poiché voi servite a Cristo, il Signore” (Colossesi 3.23-24).
Il lavoro non é una barriera per la felicità. La Parola di Dio ci conferma che Lui é il cammino per la felicità.”Ma Gesú disse loro: “Mio Padre continua lavorando fino ad oggi e anche io sto lavorando” (Giovanni 5.17) .

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