Meditazioni: N° 3

Posted on marzo 3, 2017

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Meditazioni: N° 3

Versetti del mese:
“Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto” (Luca 11:9-10).
“Gesù era stato in disparte a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli»” (Luca 11:1).
Cari fratelli, care sorelle,
Ho trascorso 9 giorni in Florida a una conferenza nella città di Miami che era stata preparata con 40 giorni di digiuno e preghiera. La presenza di Dio si poteva toccare con mano e molti miracoli hanno avuto luogo in ogni riunione. 
La prima riunione a cui ho partecipato mi ha fatto ricordare quelle che si tennero diversi anni fa durante il Risveglio di Pensacola. Allora migliaia di persone vi parteciparono da ogni parte del mondo per rispondere agli appelli e chiedere perdono al Signore.
Anche a Miami è avvenuta la stessa cosa. Eravamo in circa 4.000 persone da 65 nazioni, di cui circa 40 dall’Italia tra pastori, leader e alcuni giovani. Le parole di conoscenza e le profezie sono state all’ordine del giorno; l’ultima riunione del venerdì pomeriggio è durata più di quattro ore: la maggior parte del tempo è stata trascorsa in lacrime. L’argomento è stato sulle profezie riguardanti l’imminente ritorno del Signore. 
La Conferenza si è chiamata “Scuola Soprannaturale dei cinque ministeri”, con l’obiettivo di conferire potenza soprannaturale agli apostoli, profeti, evangelisti, pastori, insegnanti e leader di oggi.
L’enfasi è stata messa sull’imminente ritorno del Signore e sul breve tempo che rimane a nostra disposizione per annunciare l’Evangelo della grazia.
In questi giorni stiamo correggendo il libro “Come fare una polpetta”, contenente le ricette per vivere che Molly Bruno ha trasmesso alla figlia, Marie Armenia. Molly è stata la donna di preghiera che ha ispirato il film “War Room”, in italiano “Le armi del cuore”. Voglio trascrivere un estratto del capitolo 2:
L’audacia di una preghiera insistente
“I vostri bambini impareranno a pregare dalle preghiere che sentono a casa più che dalle preghiere che sentono in chiesa”.
La vita con mia madre mi ricorda il giorno in cui i discepoli chiesero a Gesù: “Signore, insegnaci a pregare”. Essi si avvicinarono a Gesù perché Lo avevano osservato pregare. “Gesù era stato in disparte a pregare” (Luca 11:1). Mia madre non mi ha insegnato a pregare; l’ho vista pregare. Una mamma che prega davanti ai propri figli si ritroverà dei figli che vogliono imparare a pregare.
I discepoli videro Gesù pregare, ed è per questo che volevano imparare a pregare. Ho visto mia madre pregare, ed è per questo che ho voluto imparare a pregare. In risposta alla loro domanda, Gesù ci ha lasciato quella che viene chiamata “La preghiera del Signore” (Luca 11:2-4) come un esempio di preghiera, sviluppandone il significato nei versi immediatamente successivi (Luca 11:5-8). Egli raccontò ai discepoli una storia di cui erano i protagonisti, chiedendo loro di immaginare di dover bussare alla porta di un vicino a mezzanotte per prendere in prestito del pane per sfamare un amico che era giunto senza alcun preavviso. Gesù spiegò: “Io vi dico che se anche non si alzasse a darglieli perché gli è amico, tuttavia, per la sua importunità, si alzerà e gli darà tutti i pani che gli occorrono”.
Importunità, insistenza, perseveranza. Queste parole mi ricordano l’approccio di mia madre alla preghiera. Lei non ha timore di far dispiacere a Dio o che Lui possa rimproverarla per il fatto di chiedere cose impossibili. Lei non ha bisogno di modificare il suo cuore al cospetto di Colui che ama. Lei sa che Lui conosce il suo cuore. Stabilito questo tra lei e Dio, lei chiede. E chiede di nuovo. Come Gesù ha insegnato nella stessa sessione con i discepoli: “Io altresì vi dico: chiedete con perseveranza, e vi sarà dato; cercate senza stancarvi, e troverete; bussate ripetutamente, e vi sarà aperto” (Luca 11: 9-10).
E proprio come quella persona nella parabola di Gesù, le sue preghiere non sono in genere per se stessa, ma per i bisogni degli altri. Lei chiede al suo Amico di aiutare i suoi amici. Quindi l’affare si mantiene tra amici – Quello in Cielo e quello sulla terra. Man mano che crescevo negli anni, ho potuto notare che quando qualcuno telefonava per chiederle di pregare o quando qualcuno la prendeva in disparte per parlarle dopo la riunione di culto, lei non svelava mai ciò per cui stava pregando. Sono contenta che mia madre non mi abbia mai fatto sapere alcunché sulle persone per cui pregava. Sapevo soltanto che stava pregando per qualcosa di urgente”.
Signore, insegnaci a pregare! 

 

Giuseppe Piccolo
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